Argomenti Trattati:

[1] Il Codice della Vita
[2] In lavorazione ...
IL CODICE DELLA VITA

Tutte le istruzioni necessarie per dirigere lo sviluppo di un organismo, mantenerlo in vita e farlo riprodurre, sono custodite all’interno di un particolare polimero organico presente in ogni singola cellula di ogni essere vivente, il DNA (DeoxyriboNucleic Acid). A discapito della sua relativamente semplice struttura chimica, il DNA possiede l’importantissima funzione di mantenere e tramandare questa sorta di “codice chimico della vita”, da sempre criptico ed inaccessibile. Intorno alla metà degli anni '80, una compagnia chiamata Applied Biosystem, cominciò a vendere una macchina che consentiva, in maniera rapida ed automatizzata, di effettuare il sequenziamento del DNA in modo da risalire all'informazione contenuta all'interno della molecola per poterne poi interpretare il significato. L'immagine del Biologo, in quegli anni associata al ricercatore intento ad osservare cellule al microscopio, era cambiata per sempre. Da quel momento erano infatti nate nuove esigenze, nuove problematiche e nuove figure professionali specializzate erano necessarie per gestire, analizzare e recuperare la grossa e complessa mole di informazioni molecolari che i laboratori stavano cominciando a produrre. Tutto questo si tradusse presto in un necessario avvicinamento delle scienze biomolecolari alle scienze matematico-informatiche aprendo la strada a tutta una serie di discipline complesse, non ultima la Bioinformatica, che sta oggi rapidamente assumendo un ruolo di fondamentale importanza in numerosi ambiti della ricerca Bio-medica, Bio-tecnologica e Farmaceutica.

Il 26 giugno del 2000 il panorama si modifica ancora. Questa data segna infatti il termine di una delle più grandi sfide che l’uomo abbia mai affrontato. Di fronte al presidente degli Stati Uniti d’America, i due maggiori protagonisti della corsa alla lettura del “codice chimico della vita” contenuto all’interno della lunga molecola di DNA che costituisce il genoma umano, annunciano che l'impresa può considerarsi conclusa. L’informazione è diventata disponibile, circa 40.000 geni sono stati identificati e anche se molto lavoro rimane ancora da fare, queste nuove conoscenze mettono l’uomo sulle tracce della propria identità biologica come mai prima d’ora e pongono le basi per il successivo e forse ancor più complesso step: l’interpretazione di questa informazione, aprendo innumerevoli orizzonti alla futura ricerca biomedica e farmacologica. Da allora, reciprocamente, i nuovi problemi della biologia suggeriscono continui argomenti di ricerca informatica e le soluzioni algoritmiche di queste ricerche trovano sempre più largo impiego nell'ambito delle scienze molecolari della vita. Partendo da questi presupposti, la bioinformatica si sta quindi velocemente dotando di un corredo di procedure e strumenti analitici davvero promettente e soprattutto, in continua evoluzione, tanto da costituire il fulcro di quella che ormai viene chiamata era della BIO-Information Technology (BIO-IT).

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