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Nutrizione Sportiva

  Quando atleti motivati e di alto livello si confrontano nelle gare è l'alimentazione seguita che fa la differenza tra vittoria e sconfitta  


Ron Maughan

Nutrizione Sportiva

Quasi tutti gli sportivi desiderano ottenere un incremento della massa muscolare ma si imbattono spesso in “errori alimentari”, convinti che certe “usanze” siano corrette. Ci si allena duramente ma non si controlla l’alimentazione come si dovrebbe. Alcuni, a fronte di allenamenti intensi, sono sotto alimentati. Altri, proprio in virtù di allenamenti pesanti e ripetuti, pensano di poter ingurgitare qualunque cosa capiti loro a tiro. L’allenamento intenso e costante nel tempo crea nel soggetto cambiamenti metabolici e nuove esigenze nutrizionali, la mancanza di conoscenza in quest’ambito può rappresentare una disfatta per qualsiasi atleta. Seguire un regime alimentare programmato non è semplice, specie se non si è abituati, ma è senz’altro veritiero che se l’allenamento e il recupero sono ottimizzati, una nutrizione scientifica metterà l’atleta in un regime in cui la crescita muscolare e il miglioramento delle performance sono assicurate. Più si apprende sull'alimentazione, più ci si renderà conto dell’importanza della funzione specifica di un vasto numero di nutrienti. Ad esempio, mangiare in modo programmato è per un atleta particolarmente critico sia nel momento che precede l’allenamento che nel momento successivo. Bisogna trovare il modo di mettere l’organismo nelle migliori condizioni energetiche e di idratazione prima di una sessione di allenamento ma anche approfittare dell’avidità dei muscoli nei confronti di diversi nutrienti una volta terminata la sessione stessa (finestra anabolica). Curare queste due fasi può già fare una bella differenza. E' certamente vero che anche le predisposizioni genetiche hanno il loro peso nel formare un atleta ma questo non vuol dire che dobbiamo sempre “dare la colpa alla genetica” se i risultati non sono quelli sperati. Possiamo avere una minore predisposizione alla crescita muscolare rispetto ad altri individui ma non significa che l’atleta rimarrà per questo con le dimensioni muscolari iniziali o con le performance iniziali. La forza sembra essere per il 30% attribuibile alla genetica e per il 37% attribuibile all'ambiente (quindi allenamento, recupero, nutrizione) [1]. I grossi obbiettivi si raggiungono per “step”, un passo alla volta, cercando di stabilire progressi brevi e sostenibili.
Essere dediti è la prima regola.

[1] Perusse L., et al. (1987). Fonti genetiche e ambientali di variazione nella forma fisica. Ann Hum Biol.


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